Esposizione universale Saragoza sull’acqua
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Il Padiglione della Sete diretto da Pietro Laureano per l’esposizione universale di Saragozza sull’acqua è il più visitato nella sua categoria.
Riportiamo stralci della sua presentazione del padiglione fatta da Pietro Laureano:
Il padiglione della sete ha la forma di una montagna di sale che riflette i raggi del sole facendolo somigliare ad un miraggio nel deserto. All’interno è una macchina realizzata con una antica tecnologia avanzatissima. Sono ricostruiti i sistemi di captazione d’acqua delle caverne, le tecniche di produzione idrica dei tunnel sotterranei chiamate gallerie drenanti e i pozzi aerei. Il visitatore comprende che è possibile ottenere acqua bevibile dal cielo e dal sottosuolo. Che la necessità di acqua potabile ha permesso di sviluppare tecniche straordinarie, cultura e conoscenza. Ma tutto questo è il passato? Stiamo visitando un museo archeologico delle tecniche scomparse? No. Proseguendo nel percorso il visitatore scopre di essere in viaggio dentro un elaborato congegno tecnologico–ambientale che, in volo nel cosmo, utilizza le paleotecniche per il riciclo, la produzione idrica e la sostenibilità. E’ una astronave–serra; una stazione spaziale–ecosistema; un’arca custode della sapienza idrica; una goccia d’acqua in viaggio per l’universo; un pianeta – giardino. Anche il nostro pianeta Terra è un’astronave in viaggio per il cosmo. Al visitatore all’uscita potranno essere comunicati i chilometri percorsi durante la sua presenza nel padiglione e la quantità d’acqua spostata contenuta nel suo stesso corpo. Il padiglione metafora della sete nasconde al suo interno un mistero. Un viaggio attraverso tecniche idriche, culture e conoscenza capovolgerà le idee correnti sulla sete.
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